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giovedì, 27 luglio 2006

Ore 3.45 Notturno

andy-warhol-knives

L'estate mi suda tra le mani.

Sussurrando un rap osceno e vagamente schizofrenico tra petali auspico ad un alba fresca mentre lascio una parte di me sorridente e dietro le spalle immagini scaricate nella cartella del secolo.Una grossa cartella infinita celeste clonata col bluetooth...Tesso e disfo e ritesso e ridisfo e nei fili mi aggroviglio. 
Ma dove li vendono 'sti gomitoli scadenti...

postato da: digin alle ore 10:56 | link | commenti
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mercoledì, 26 luglio 2006

Ovunque

where...

 

Viaggiare...è il tema del momento. Tutti, o quasi, parlano solo di viaggi e
vacanze. Il viaggio identificato come momento di libertà. Ma, prima di
partire, non tutti, o quasi, tengono conto del fatto che la propria libertà
fa sempre i conti con le paure altrui. Così come le proprie paure fanno i
conti con la libertà altrui.
Il miracolo sta lì, in quello spazio minuscolo che può aprirsi in vastità
infinite, tra i poli di libertà e paura. Il miracolo sta nell’incontro tra
esseri le cui libertà annientano la paura e le cui paure docilmente si
lasciano plasmare dalla libertà.
Miracolo. Non accade che raramente.
Viaggiare per me è sempre stato importante. Viaggiare insieme può
amplificare il divario o la comunione.
Avere diverse motivazioni può rendere un viaggio quasi irreale. Può farti
capire se ti piace ciò che sei con l'altro o meno. Se con l'altro sei o ti
lasci essere, per pigrizia, educazione, assuefazione. Essere alimentati
dalla stessa spinta, o stesso ritmo o in accordo armonico, può invece
procurare un senso di pace, può esaltare e narcotizzare può saldare o
rinsaldare un incontro. Poche cose come la condivisione di un viaggio, con i
suoi tempi i contro(o contrat-)tempi, i suoi percorsi, le sue soste, le
pause possono rivelare quel divario o quella comunione. Molto più che la
convivenza stanziale, quella nomadica ti porta a conoscere te stesso e gli
altri. Mi accorgo di aver conosciuto molto in questa prime due unità della mia
vita. Scoperto, avuto delusioni, entusiasmi. Trovato persone disposte a
mettersi in gioco e a saperti invitare generosamente. Trovato persone
orgogliosamente chiuse a giustificarsi in ogni istante. Tutto mi ha
insegnato qualcosa. Quest'estate non so dove andrò. Mi piacerebbe
sperimentare un viaggio con me stessa. Chissà. Per ora mi accontento del
viaggio con me stessa nel mondo dei sogni.

postato da: digin alle ore 11:03 | link | commenti (2)
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martedì, 25 luglio 2006

Cantiere Delirio.

natalie shau

Venerdi sera enorme.
Medea incantami nell'occidente di noia, inquieta apparenza l'onnipotenza.
Nel lento girotondo di club e teatri, c'ero. A metà strada avevo i piedi freddi.
Miscela in parti uguali di zen e stress. Misture di aride speranze e desideri.
Fasci catodici hanno dilaniato il buio dentro video mistificatori con pigmenti di silenzio e vertigine.
Al limite di note stonate un jazz disfatto e uno sublime.
Di Cammarriere e Ivan segreto ho apprezzato la delicatezza.
Shakespeare e Company ha ordinato un brik in arabo.
Enterici sapori mi hanno guidato verso nuovi percorsi felpati. 95% di amore nel mio iceberg psichico.
Hanno urlato labbra penetrate. Un bacio da seduttrice.
Un abbraccio da vedova nera.
Accostata al rosso del mio palato,
ho assistito bressonina all’nvenzione della leggerezza senza perdermi l’esplosione del box-office.
Mi sono persa nei respiri di qualcuno, nei suoi occhi... mandorle amare che hanno frantumato le mie. Le mie paure.
Come si fa a vivere quando c'è tanto da consumare mi sono chiesta, quando non c'è quasi più niente a portata di sguardo...
Un sorriso labbra di fragola ed è comparso morgan degli ex bluvertigo davanti un proscenio in bianco e nero. Capelli corvini. Una smorfia a labbra chiuse, sensazione come inghiottire acqua di mare. Ma era saliva... Ho raccolto un sogno che cercava la notte, impercettibile sensazione dentro fino alle 6 del mattino di sabato. Ho attraversato l'oceano di ombre e non so, se ho paura di sognare...
Cover di David Bowie, Bruno Lauzi, Sakamoto+Sylvian eseguite da mani consumate, mordicchiate ma sempre presenti su ogni tasto e da una voce profonda.
Ho fatto colazione con Morgan e Lei dalle guance calde.
Ma
Da un lungo viaggio è bello quando si ritorna. Gli occhi lucidi, gli abbracci, il calore quello di sempre. Mi sei mancata, si. Ho visto volti strade nuvole. Tutto questo voglio ricordare, qui, a casa.

 

Nell'aria c'era...

FORBIDDEN COLOURS

The wounds on your hands never seem to heal
I thought all I needed was to believe

Here am I, a lifetime away from you
The blood of Christ, or the beat of my heart
My love wears forbidden colours
My life believes

Senseless years thunder by
Millions are willing to give their lives for you
Does nothing live on?

Learning to cope with feelings aroused in me
My hands in the soil, buried inside of myself
My love wears forbidden colours
My life believes in you once again

I'll go walking in circles
While doubting the very ground beneath me
Trying to show unquestioning faith in everything
Here am I, a lifetime away from you
The blood of Christ, or a change of heart

My love wears forbidden colours
My life believes
My love wears forbidden colours
My life believes in you once again

postato da: digin alle ore 17:06 | link | commenti
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giovedì, 20 luglio 2006

Post-it prima di dormire.

inner_outer

Ieri notte provavo ad immaginare dove potrebbe essere collocata "fisicamente" l'ANIMA delle persone. Io me la immagino bene di poco dietro gli occhi, più o meno a metà strada tra uno e l'altro. Chissà... Da piccola pensavo che l'anima fosse il buio puro, perfetto, senza pensieri, il buio dell'infinito che solo chiudendo gli occhi si riesce a trovare. Più o meno sta lì psiche. L'anima abita questo mondo disabitandolo. Sceglie il tipo di personalità per esprimere se stessa... E' soffio vitale allo stato puro. Mi piace l'idea che la mia anima viva un tempo infinito, al di là di PRESENTE-PASSATO-FUTURO.  E' una sensazione che vivo intensamente quando mi capita un dèjà vu.

postato da: digin alle ore 18:08 | link | commenti
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San Siro starts me up

If you start me up
If you start me up I'll never stop
If you start me up
If you start me up I'll never stop
I've been running hot
You got me ticking gonna blow my top
If you start me up
If you start me up I'll never stop

You make a grown man cry
Spread out the oil, the gasoline
I walk smooth, ride in a mean, mean machine
Start it up

If you start it up
Kick on the starter give it all you got, you got, you got
I can't compete with the riders in the other heats
If you rough it up
If you like it you can slide it up, slide it up

Don't make a grown man cry
My eyes dilate, my lips go green
My hands are greasy
She's a mean, mean machine
Start it up

If start me up
Give it all you got
You got to never, never, never stop
Never, never
Slide it up

You make a grown man cry
Ride like the wind at double speed
I'll take you places that you've never, never seen
Start it up
Love the day when we will never stop, never stop
Never stop, never stop
Tough me up
Never stop, never stop, never stop

You, you, you make a grown man cry
You, you make a dead man come
You, you make a dead man come

postato da: digin alle ore 12:16 | link | commenti
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Paint it black.

postato da: digin alle ore 12:07 | link | commenti
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Can't you hear me knocking?

postato da: digin alle ore 12:05 | link | commenti
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mercoledì, 19 luglio 2006

mondi paralleli

                                                                                                                                                   by sergio bottoni

apro il portale di una dimensione parallela e mi perdo nel mio microcosmo letterario/cinefilo tra fumi e visioni oniriche. ultimamente dentro la mia testa non c'è nemmeno lo spazio per un divano comodo dove rilassarmi un pò. infine mi congedo per qualche ora dalle parole. rimarrebbe in realtà molto da chiarire ma mi dicono che non è bene...





postato da: digin alle ore 14:30 | link | commenti (1)
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martedì, 18 luglio 2006

SELFPORTRAIT

io sono palazzi d'epoca di cui divento malinconia di chi vi visse. io mi faccio atmosfere e mi assalgo struggente all'improvviso. zaffate di odori emozionali divengon gli occhi e il cuore e lo stomaco e la mia mente. e vacillo me stessa come inebetita. ed evolvo struggimento di momenti dentro un momento solo che non ha nè ragion nè scopo, effimero ed eterno in egual misura. non luoghi dell'anima mia che abbandonai non mi ricordo quando, nè dove, nè perchè, nè come.
ore precise del giorno e dentro l'imbrunire.
domeniche lente e pigre e inutili come i miei fogli scritti e poi sepolti.
sapori che ritrovo per caso in qualche persona.
tenue penombra in cui posso intravedere ancora il tuo volto che mi aspettò trepidante.
vecchi borsoni di pelle invecchiata dimenticati ed appaiati in un deposito bagagli.
e libri riposti negli scaffali in ordini precisi.
pulviscolo d'argento illuminato oblicuo da raggi di sole di una finestra del centro.
non c'è più nulla, ormai, ch'io che possa verificar davvero.
giacchè sono la vita che fu in qualche cuore che non son più io...

 

postato da: digin alle ore 17:54 | link | commenti
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Psogos.

Un sogno eterno,colmo della più dolce esuberanza 
di vita,
irrequieto con l’angoscia di un’intima sofferenza
chiusa in me.
Fiammeggia, brucia, cercando la lotta, spasimo
convulso del cuore.
Pondero e sono follemente animato da una passione incontenibile.
Il tormento della mente, assurdo, non ha
il potere di approdare alle idee.
Parlo il linguaggio
di chi crea e dona.
Demoni !  Spezzate la violenza !
La vostra lingua, il vostro segno,
il vostro potere.

postato da: digin alle ore 08:37 | link | commenti
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