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venerdì, 25 agosto 2006

NOWHERE FAST: the smiths

smiths

 

I'd like to drop my trousers to the world
I am a man of means (of slender means)
Each household appliance
Is like a new science in my town
And if the day came when I felt a
Natural emotion
I'd get such a shock I'd probably jump
In the ocean
And when a train goes by
It's such a sad sound
No ...
It's such a sad thing

I'd like to drop my trousers to the Queen
Every sensible child will know what this means
The poor and the needy
Are selfish and greedy on her terms
And if the day came when I felt a
Natural emotion
I'd get such a shock I'd probably jump
In the ocean
And when a train goes by
It's such a sad sound
No ...
It's such a sad thing


And when I'm lying in my bed
I think about life
And I think about death
And neither one particularly appeals to me
And if the day came when I felt a
Natural emotion
I'd get such a shock I'd probably lie
In the middle of the street and die
I'd lie down and die ...
Oh, oh

postato da: digin alle ore 14:22 | link | commenti
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Labbra rosso vermiglio...

Brody_DalleGwen_Stefani

postato da: digin alle ore 09:09 | link | commenti
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aragoste&acquazzoni

luna

 

Stasera ovunque mi giri, il vento mi becca sempre alle spalle.
La singolare circostanza mi ha fatto pensare all'idea che avevano gli
antichi greci dell'uomo di fronte allo scorrere del tempo: che il futuro ci
coglie alle spalle mentre il passato si allontana davanti a noi.
suggestiva come immagine ma troppo statica. Per attualizzare il concetto
bisognerebbe dare all'uomo un certo movimento; qualcosa come l'andatura
delle aragoste. le sacre aragoste stordite - pensavo, mangiando uno scarno
biscottino danese.
I polpi invece hanno l'incedere maestoso di una dama ottocentesca dall'ampia
sottana sfrangiata - altro biscottino.
i polpi non ci interessano.
impariamo dalle aragoste e dagli antichi greci.

Approfittando degli esiti di un violento acquazzone, ho preso la macchina
per fare un giro alle cinque del mattino. Ho guidato come sempre per non
andare in nessun luogo, per il piacere quasi tattile di sentirmi scivolare
la strada sotto. Ho percorso le strade svuotate per avvertire sotto le gambe
i rigagnoli e le ultime pozzanghere al contatto con le gomme. Per annusare
gli odori caldi e umidi riesumati dall’acqua attraverso le fratture
sull’asfalto. Per sorprendere il mondo in quello stato transitorio che
coinvolge il cielo e la terra dopo un acquazzone. Quando guido a volte mi
succede come di ridestarmi e mi ritrovo aggrappata al volante, senza volere.
Allora subito mollo la presa e mi rilascio sullo schienale perché mi sento
improvvisamente osservata. Senza volere, oggi non ho messo musica in
macchina, non ho allacciato la cintura, non ho acceso una sigaretta, non ho
guardato le persone in strada, anzi non le ho viste. Non ho visto nulla. Se
è possibile, credo di non aver pensato. Forse nemmeno ho guidato.

postato da: digin alle ore 08:57 | link | commenti
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giovedì, 24 agosto 2006

Un pensiero rivolto a te.

vorrei essere di nuovo su una spiaggia. al centro dell'universo, sotto un anonimo sole, e indifferente cercare un raggio d'amore che trafigga l'oscurità e mi avvolga come seta perenne. non vorrei una di queste notti milanesi di sole voci, occhi, gesti, fruscii di abiti appesantiti dalle solite storie metropolitane. eviterei queste luci: miriadi di stelle offuscate dal fumo di costellazioni alla deriva. eviterei i locali come prigioni per nostalgiche evasioni, rincorrere profumi di emozioni mischiati ad alcol riso solitudine. stanotte andiamo a passeggio nelle foto di doisneau lontane dai palcoscenici mondani?
postato da: digin alle ore 15:53 | link | commenti
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Pagina 1

grossman

Myriam,
tu non mi conosci e, quando ti scrivo, sembra anche a me di non conoscermi.
A dire il vero ho cercato di non scrivere, sono già due giorni che ci provo,
ma adesso mi sono arreso.
Ti ho vista l'altro ieri al raduno del liceo. Tu non mi hai notato, stavo in
disparte, forse non potevi vedermi. Qualcuno ha pronunciato il tuo nome e
alcuni ragazzi ti hanno chiamato "professoressa". Eri con un uomo alto,
probabilmente tuo marito. E' tutto quello che so di te, e forse è già
troppo. Non spaventarti, non voglio incontrarti nè interferire nella tua
vita. Vorrei piuttosto che tu accettassi di ricevere delle lettere da me.
Insomma, vorrei poterti raccontare di me (ogni tanto) scrivendo. Non che la
mia vita sia così interessante (non lo è, e non mi lamento), ma mi
piacerebbe darti qualcosa che altrimenti non saprei a chi dare. Intendo
qualcosa che non immaginavo si potesse dare ad un estraneo. Inutile dire che
questo non comporta obblighi da parte tua, non devi far nulla (sono quasi
certo che non risponderai). Ma se , malgrado tutto, un giorno vorrai farmi
sapere che leggi le mie lettere, troverai sulla busta il numero della casela
postale che ho affittato questa mattina e che è destinata solo a te.
Se mi devo spiegare, allora è tutto inutile: non sentirti in dovere di
rispondere, probabilmente mi sono sbagliato sul tuo conto. Ma se sei tu
quella che ho visto stringersi nelle braccia con un cauto sorriso, credo che
capirai.
Yair W.

"Che tu sia per me il coltello", D. Grossman - pagina 1



Leggi il titolo di un libro e senti che ti stava aspettando. "Che tu sia per
me il coltello"...
Lo prendi e lo porti via, non aspetti altro che di conoscerlo.
E poi entra nelle tue viscere e trovi così tanto di te da smarrirti in
quelle pagine...Come le storie d'amore inspiegabili che ti rimangono
appiccicate ai sensi per sempre, anche se incompiute. Tant'è.

postato da: digin alle ore 15:42 | link | commenti
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SYD BARRETT: POLVERE&CHITARRA.

Syd Barret

Diamante Pazzo...

postato da: digin alle ore 15:31 | link | commenti
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mercoledì, 23 agosto 2006

Pier Paolo Pasolini

pasolini                           ...                                                                                                                                                             
postato da: digin alle ore 15:00 | link | commenti
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Quentin

tarantino.cOcAiNoMaNe CrEaTiVo. Feticista dei piedi.

postato da: digin alle ore 14:56 | link | commenti
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''tomorrow in the battle think of me'': Riccardo III, Shakespeare.

domani nella battaglia pensa a me

Marias è stato abilissimo nel mettere a nudo i meccanismi assurdi in cui la mente umana si perde, trasfigurando la realtà, trasformando un particolare in dettaglio ossessionante, ricorrente. Abilissimo nel seguire i movimenti del pensiero, associazioni bizzarre, quel cinismo che è in ognuno di noi, perchè il pensiero non è convenzionale, nè educato, è totalmente disancorato dalla realtà, vi cerca appiglio, ma quell'appiglio è ingannevolmente reale. La morte e tutto ciò che ne consegue(si cancella la memoria di chi muore ma chi muore non muore mai del tutto finchè viene ricordato e resta il nome, giace dentro e "incanta" per continuare a vivere da qualche parte); il filo a cui tutti siamo appesi, equilibrio fragile, cade, ma da che parte non lo si sa, quanto poco è mancato perchè la vita non sia questa ma un'altra; il tempo scorre e di quanto poco rimane traccia..tutto questo attraverso uno stile accattivante, che non lascia fiato, un monologo di immagini, così denso di significato che quelle immagini me le sono viste davanti, nitide,con il minimo sforzo di immaginazione...Un libro che squarcia.                                                                     I personaggi si muovono in una Madrid contemporanea, dalla geografia reale, tra luoghi noti a chiunque abbia visitato la città. Il loro mondo interiore, invece, come il loro immaginario, appartiene alla sfera del sogno, dell’incantesimo, e fa riferimento soprattutto alla letteratura. C’è in questo romanzo di Javier Marías tutta la forza di certi personaggi shakespeariani, il loro sentimento tragico della vita, il loro dibattersi nell’inganno – "vivere nell’inganno o essere ingannati è facile, e anzi è la nostra condizione naturale: nessuno va esente da questo e nessuno è stupido per questo (...) tuttavia ci sembra intollerabile, quando alla fine sappiamo" –, l’idea di non essere in salvo, la cospirazione, l’usurpazione e la morte. Molti di loro sono haunted – "ciò che i fantasmi fanno con i luoghi e con le persone che frequentano o spiano o rivisitano; inoltre (...) incantare, nel senso di incantamento" –, e il concetto è ripetuto molte volte nel testo, sempre facendo ricorso all’intraducibile vocabolo inglese.

postato da: digin alle ore 14:47 | link | commenti (1)
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martedì, 22 agosto 2006

GOT...MOLOKO?

MOLOKO

PURE PLEASURE SEEKER


Yeah.

Gotta get me some
Gotta get me instant gratification.
Gimme new kicks,
Won't you show me new tricks
Without the ramifications.

Give it a try, don't be shy.
Well you know you might like it.
Never been to keen a timekeeper
But I'm a pure new pleasure seeker.

All the way from Venus.
Invading from Mars.
Don't let that come between us.
It's written in the stars.

Save me from fading afraid.
The tears of a fool on parade.
Quietly turn into stone.
Make me flesh and bone.

Well come on, oh.
You know that you want it now
Well come on, yeah.
You know that you want it and how.

Stimulation in body and cell.
For the good and misguided.
Desperation I'm under your spell.
Misunderstood and derided.

Speculation they kiss and they tell.
Misjudged and misquoted.
Fell into the abyss
I must have wanted this.

Another myth exploded.
Take a weight off your mind.
Trust the voice of experience.
I'll tell you little white lies.
Viva indifference.

Stoke up the fire
I'm all you require.
They won't set you alight.
Come and live your desire.

Come make me whole.
Body and soul, come make me whole ...
YEAH.

Well come on, oh, oh.
You know that you want it now.
Well come on, oh.
You know that you want it and how.
Well come yeah
You know that you want it now.
Well come yeah
You know that you want it now.

Gimme new kicks
I wanna go deeper
Never been to keen a timekeeper
Show me new tricks
You can get me on the beeper
I'm a pure new pleasure seeker.

Gimme new kicks
I wanna go deeper
Never been to keen a timekeeper
Show me new tricks
You can get me on the beeper
I'm a pure new pleasure seeker.

Be crime against passion
Not to itch that itch
Oh don't ask how it happened
This is it
All we have ever wanted
All we will ever need
Nothing can take its place
It's written all over your face
Yeah
You know that you want it now
Come on
Oh ah you know that you want it and how.
Come on
Yeah you know that you want it now.
Come on
Oh ah you know that you want it and how.

Gimme new kicks
I wanna go deeper
Never been to keen a timekeeper
Show me new tricks
You can get me on the beeper
I'm a pure new pleasure seeker.

Come make me whole
Body and soul ....


postato da: digin alle ore 15:59 | link | commenti
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