misstake

Chi sono

Utente: digin

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Links

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visited *loading* times
mercoledì, 25 ottobre 2006

Tesso le tue lodi, città eterna.

Praga.

Vivaio di fantasmi. Città che arena sortilegi...
Praga sei torbida e malinconiosa, come una cometa! Esisti, ti vedo, ma sei così lontana... Inafferrabile.
Hai una smorfia di eterna illusione che non perdona.
Sorgente d'insonnia, miraggio e desiderio, in te città eterna, vorrei vivere.
Bella, ammaliante come una donna, inafferrabile come una donna lusinghiera e perfida.
Ora che ti sono lontana forse per sempre, mi chiedo se esisti davvero o se tu sia una contrada immaginaria.
Ti insinua nell'anima con stregamenti ed enigmi, dei quali solo tu possiedi la chiave.
Praga non molla nessuno di quelli che ha catturato.
Durante il viaggio la nostalgia non si è separata da me, quasi fosse la mia ombra, mi stava accanto nelle ore del giorno. E nelle ore del sonno. Quando si dorme si perde il corpo, io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno... Insaziabile nostalgia. Nè fame nè sete. Del viaggio non mi resta nulla se non quella nostalgia.
Le sei del mattino. Ho aperto la porta del giorno, ho assaporato l'azzurro nuovo nelle finestre.
Che sia Praga, che sia Roma, che sia Stoccolma... poco importa. Sono portatrice del mio paesaggio, ma questo paesaggio non è impegnativo per gli altri che vi si muovono provvisoriamente. Dopo un certo tempo svesto e abbandono anche il più amato paesaggio, Praga no.
Ogni notte camminando nel sogno sento pietra per pietra il selciato di Piazza della città vecchia.
Le mie mani, la mia carta, i miei abiti sono tutti insanguinati. Sono insanguinati i tuoi marciapiedi, Praga. Ho lacerato la mia anima ed ora, tracce insanguinate delle mie mani sui tuoi muri.
Il letto dorme steso, le sedie dormono in piedi. Gli occhi delle finestre sono chiusi. Lo specchio dorme. E la mia vita? La mia anima non ha riflesso. La solitudine moltiplicata.

 

postato da: digin alle ore 11:48 | link | commenti (2)
categorie:
martedì, 24 ottobre 2006

AFFAMATI

Noi solitari...
noi segregati sognatori, diseredati dalla vita, che viviamo i nostri giorni arzigogolando in un esilio gelido e artificioso...
noi che effondiamo intorno un freddo alone d'uggia invincibile, non appena mostriamo in mezzo a esseri viventi le nostre fonti segnate dal marchio della consapevolezza e della pavità...
noi poveri spettri dell'esistenza, che gli altri abbordano con timoroso rispetto, per poi abbandonarci al più presto nuovamente a noi stessi, così che il nostro vuoto sguardo di onniscenti non turbi più oltre la gioia... tutti coviamo in noi un logorante, riposto struggimento per ciò che è ingenuo, semplice, vivo, la nostalgia per un poco d'amicizia, d'abbandono, di confidenza, di felicità umana. La 'vita', dalla quale siamo esclusi, non si presenta a noi anomali come anomalia, come una visione di sanguinosa grandezza o di bellezza selvaggia; no, il regno delle nostre aspirazioni è proprio la normalità, la decenza, l'amabilità, insomma la vita nella sua banalità seducente...

postato da: digin alle ore 14:42 | link | commenti (1)
categorie:

Vanessa Paradis

 

postato da: digin alle ore 13:46 | link | commenti (1)
categorie:
lunedì, 23 ottobre 2006

Praga: ponte Karlov

PROIEZIONI MALSANE DELLA DEMONOPLESSIA DELLA CITTA' VLATAVINA.

In via Liliova, nella città vecchia, presso il chiostro di San Lorenzo ogni venerdi sera dopo la mezzanotte su un bianco cavallo che schizza vampa dalle narici, compare, col bianco mantello solcato da una rossa Croce, un templare acefalo, tenendo in mano le briglie e nell'altra mano il proprio teschio.
Anime in pena, involucri avvolti in fiamme, sanguinanti carcasse col pugnale nel petto, salme decapitate ed inoltre babau, spiriti araldici vagano irrequietamente la notte nelle strade caliginose di Praga, nelle straduzze tortuose, nei corridoi dei palazzi dagli indecifrabili stemmi, nelle cripte e nei cimiteri.

Tra le righe

Un milione e centomila lettere d'amore
di ragazze da marito e di signore -
proprio ieri ho scritto a mezzanotte
alla milioncentomillesimaprima
e mi sentivo con le ossa rotte.

Tre volte al giorno un cucchiaino da caffè
la medicina prendevo ostinato,
ma a quanto sembra l'amore è
una morte con il viso ben truccato.

Un milione due volte centomila poesie,
così ci si consola nelle follie,
e proprio oggi ho scritto
la milioneduecentomillesimaprima,
che è bruttina.

Se ti vedessi nuda sul fondo della vasca
con le ginocchia strette strette,
somiglierebbe il tuo corpo a una lettera
con un bollo nel centro di nera ceralacca.

Un milione tre volte centomila telegrammi,
e io tutta la notte a piangere sul sofà,
dai fili del telegrafo rondini a forma di cuore
squittiscono sull'apparato trasmettitore,
per l'Italia si accingono a partire.

Il milionetrecentomillesimoprimo telegramma:
Sorridimi, sto per morire!

[Jaroslav Seifert]




postato da: digin alle ore 15:13 | link | commenti (4)
categorie:

Inevitabile

pessoa

"Pensando, mi sono creato eco e abisso. Approfondendomi, mi sono
moltiplicato. Il più piccolo episodio - un'alterazione della luce, il cadere
contorto di una foglia secca, il petalo che si stacca ingiallito, la voce
dall'altra parte del muro o i passi di chi pronuncia quella voce insieme ai
passi di chi deve ascoltare, il portone socchiuso della vecchia tenuta, il
patio che si apre con un arco sulle case strette sotto il chiarore della
luna - tutte queste cose, che non mi appartengono, imprigionano con corde di
risonanza e di nostalgia la mia meditazione sensitiva. In ognuna di codeste
sensazioni sono altro, mi rinnovo dolorosamente in ogni impressione
ridefinita.
Vivo di impressioni che non mi appartengono, dissipatore di rinunce,
altro nel mio essere io".

(F. Pessoa)

nello scrivere
le parole sono forse la cosa "meno importante";
ciò che conta è quello che ne resta dopo averle lette e quello che ne era
prima che fossero scritte...

postato da: digin alle ore 14:56 | link | commenti
categorie:

Vena Artistica

postato da: digin alle ore 14:50 | link | commenti
categorie:

Mutante

Bowie transita verso lidi ignoti...

postato da: digin alle ore 14:48 | link | commenti
categorie:

Ice colours.

Nel quartiere di Montmartre, in un palazzo ottocentesco classificato "monumento storico", è stato appena inaugurato il Kube, hotel bar arredato da Raymond Morel. Un enorme cubo di vetro è collocato nella corte d'ingresso, dietro la quale si apre il bar in pelliccia sintetica. Al primo piano, al bancone realizzato con 20 tonnellate di ghiaccio, ho degustato, a una temperatura di meno 5, coperta da giacca a vento prestata per l'occasione, diversi tipi di vodka e labbra pungenti.

postato da: digin alle ore 14:18 | link | commenti
categorie:

Kube rooms and bars.

postato da: digin alle ore 14:10 | link | commenti
categorie:

Parìs, Montmartre.

Un biglietto aereo per noi nel libro di Henri de Toulouse-Lautrec edito da Skira.
Il mio regalo di compleanno per te...

postato da: digin alle ore 14:09 | link | commenti
categorie: