
Adesso, non penso, non mi curo di cercare le parole. Tutto scorre in me più o meno svelto, non fisso nulla, lascio correre. La maggior parte del tempo, in mancanza di parole cui attaccarsi, i miei pensieri restano nebulosi. Disegnano forme vaghe e piacevoli, e poi sprofondano, e subito li dimentico.
Al bar...
la gente mi meraviglia: prende il caffè raccontando storie precise e verosimili. Se si domanda loro che cosa hanno fatto ieri non si turbano: vi mettono al corrente in due parole. Io, al loro posto, mi metterei a balbettare. Ma è anche vero che da tempo ormai non c'è più nessuno che si occupi di come impiego il mio tempo.
Quando uno vive solo, gli avvenimenti li lascia scorrere; si vede sorgere bruscamente gente che parla e se ne va, ci s'ingolfa in storie senza capo nè coda: si sarebbe pessimi testimoni.
Ma in compenso, tutto l'inverosimile, tutto quello che nei caffè non verrebbe creduto, non ci sfugge.
Per esempio sabato, verso le sette di sera, in cima al marciapiede di tavole del cantiere della stazione, una donnina in azzurro correva all'indietro, ridendo e agitando una carta. Nello stesso tempo un nero con un impermeabile crema, scarpe gialle ed un cappello verde, girava l'angolo della strada fischiando. La donna, sempre indietreggiando, l'ha urtato, sotto un lampione che accendono la sera. Ecco nello stesso tempo questa palizzata che odora così forte di metallo arrugginito, la lanterna, e questa donna bionda tra le braccia di un nero, sotto un cielo di fuoco. Se fossimo stati in 4 o 5 immagino che avremmo notato l'urto, tutti quei colori teneri, quel bel mantello azzurro che sembrava un piumino, l'impermeabile chiaro, i rossi quadrati del lampione, e avremmo riso dello stupore che appariva su quei due volti infantili.
Ma è raro che una persona, sola, abbia voglia di ridere: tutta quella scena per me s'è animata d'un significato fortissimo e selvaggio nello stesso tempo, ma puro. Poi s'è scomposta, non è rimasto che la lanterna, la palizzata e il cielo: era ancora molto bella...
Un' ora dopo la lanterna era accesa, il cielo era grigio: non ne restava più nulla.
Tutto questo non è nuovissimo; queste emozioni insofferenti non le ho mai respinte, al contrario. Per provarle basta essere appena un pochino soli. Oppure con te...