La fonte principale dell'ispirazione di Franco Piavoli è il contatto diretto e costante con il mondo naturale e con gli uomini di cui è sempre affettuosamente curioso. Per lui il paesaggio della mente è costantemente legato al paesaggio esterno; continuo è il suo colloquio con gli uomini e le cose, che non sono mai osservati con la fredda impostazione del sociologo o del naturalista. Questa è la ragione per cui, benchè la sua opera sia di grande raffinatezza e rigore stilistico, tuttavia è viva, toccante, piena di sentimento e fantasia. E' il suo continuo stupore di fronte alla vita che gli permette di scoprirne la poesia e di farla rifluire nell'opera d'arte. E' lo stesso stupore del bambino che scopre il mondo e lo osserva nei particolari.

1953 Uccellanda, cm in b/n
1954 Ambulatorio, cm in b/n
1955 Incidente, cm in b/n
1961 Le stagioni, cm a colori
1962 Domenica sera, cm a colori
1963 Emigranti, cm in b/n
1964 Evasi, cm in b/n
1982 Il pianeta azzurro, lungometraggio a colori
1986 Lucidi inganni, cm a colori
1986 Il parco del Mincio, cm a colori
1989 Nostos. Il ritorno, lungometraggio a colri
1996 Voci nel tempo, lungometraggio a colori
2003 Al primo soffio di vento, lungometraggio, a colori
Un cinema che richiama i valori della musica e della pittura più che le regole del teatro. Un cinema che non segue la linea narrativa tradizionale ma che crea il racconto attraverso la concentrazione di diverse voci, di diverse immagini, di diversi frammenti. per trarne un mosaico policromo, un concerto sinfonico o polifonico.