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martedì, 29 maggio 2007

Heart-Shaped Glasses [Marilyn Manson]

lolita
"Kiss me it'll heal,
but it won't forget".

postato da: digin alle ore 15:38 | link | commenti (1)
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untitled
Quando piove così Milano è incontinente, tracima…acqua, auto, nervosismi e pazienze, non si trattiene, sfoga d’umori e rabbie. Quando piove così, di martedì mattina, Milano è un accidente.


postato da: digin alle ore 12:31 | link | commenti
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Milano, 28-06.07. Marilyn Manson concert.

                                                                                                                                                                                                                                         manson
































Luci rosse come gli occhi di un vampiro illuminano da dietro il sipario con due "M" rosse sanguinanti.
Il telone cade...la scenografia è minima: uno schermo che proietta diapositive dietro il gruppo (bravissimo Tim Skold!!!) e qualche centinaio di candele.
Più rock che provoazioni.
Nessun amplesso simulato ma una grande lente che ne deforma i lineamenti del volto.
Mi aspettavo Manson provocante e provocatorio, ma lo choc è stato scoprire il lato umano di Brian Warner.
La svolta.
Addio alla depressione e un nuovo amore sorridente in tribuna a firmare autografi.
Eat me, Drink Me.
Niente paura...il look rimane dark: completo nero, tatuaggi che spuntano dagli avambracci, volto sbiancato dalla cipria e labbra sanguigne.
Manson è cambiato. Ma non rinnega nulla. Sempre diviso: un pò Marilyn Monroe, un pò Charles Manson. 



postato da: digin alle ore 12:14 | link | commenti (1)
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venerdì, 25 maggio 2007

Add it Up

Day after day
I will walk, and I will pray
But the day after today
I will stop and I will start
Why can't I get just one kiss
Why can't I get just one kiss
Believe me there'd be somethings that I wouldn't miss
But I look at your pants and I need a kiss
Why can't I get just one screw
Why can't I get just one screw
Believe me I'd know what to do
But something won't let me make love to you
Why can't I get just one fuck
Why can't I get just one fuck
I guess it's something to do with luck
But I waited my whole life for just one...
Day after day
I get angry and I will say
That the day is in my sight
When I'll take a bow and say goodnight
Mo my momma momma mo my mum
Have you kept your eye your eye on your son
I know you've had problems you're not the only one
But when your sugar left he left you on the run
Mo my momma momma mo my mum
Take a look now at what your boy has done
He's walking around like he's number one
He went downtown and got him a gun
So don't shoot shoot shoot that thing at me
You know you got my sympathy
But don't shoot shoot shoot that thing at me
In your broken down kitchen at the top of the stairs
Can I mix in with your affairs
Share a smoke make a joke
Grasp and reach for a leg of hope
Words to memorize words hypnotize
Words make my mouth exercise
Words all fail the magic prize
Nothing I can say when I'm in your thighs
Mo my momma momma mo my mother
I would love to love you lover
The city's restless it's ready to pounce
It go here in your bedroom ounce for ounce
Said I'm giving you a decision to make
Things to lose things to take
Just as she was about ready to cut it up
She said wait a minute honey I'm gonna add it up
I'm gonna add it up add it up and see what you got
You gotta add it up
Day after day
I get angry and I will say
That the day is in my sight
When I take a bow and say goodnight
 
Goodnight
 
 

1240 


postato da: digin alle ore 20:51 | link | commenti (1)
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mercoledì, 23 maggio 2007

fuckloveIn fila. Impilate le une sulle altre le parole come seggiole. Hanno schienale morbido per avviluppare erette ansie e fianchi forti per salpare scialuppe di senso. In ordine irrompono e non vanno mai a capo, mai, perché la pausa di un cambio di riga è solo tempo che arraffa. Sulla stessa linea, solfeggiano giorni e notti. La buona sera sull’uscio si fa complice, si stende a terra, dondola nell'epilogo del nodo più stretto e lì attende che l'oratoria riempia quel sollievo, serbatoio che non ha più fondo ma solo desiderio.

"Le passioni sono i soli oratori che persuadono sempre: il più semplice degli uomini che nutra una passione è più convincente del più eloquente che ne sia privo"

(François de La Rochefoucauld)
postato da: digin alle ore 18:30 | link | commenti
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Via!

paper
La mia sigaretta brilla rossa
insieme a luci di periferia
zampate della vita sulle mie ossa
sei più sincera quando dici una bugia...

Sull'asfalto acquoso una luna affilata
a tagliare i fili che legano le stelle
stringo al cuore una lattina vuota
e scopro che hai lasciato le unghie sulla mia pelle
finestrini aperti a dissetarmi di vento
la mia ruota incollata sulla striscia bianca della mezzeria...

Gli occhi come due pezzi di vetro
tu non sei come ti credevo io
un autotreno mi ruggisce dietro
ma perché hai fatto il mondo così triste Dio?

Alberi si drizzano ai lati della strada
mi corrono accanto e il buio se li inghiotte
alla radio un rock arrabbiato come un pugno allo stomaco
che mi spinge nella notte
un dolore un lampo di fuoco rosso
dentro questo amore che io non posso io non posso più...

Voglio andar via
i piedi chiedono dove ma via
tanto non ti perderò
perché tu non sei stata mai mia...
voglio andar via
da quei tuoi occhi che tirano sassi
e come in un duello far dieci passi
e poi guardarci un'ultima volta e via...

Dimmi che cos'è che ci hanno fatto
dimmi cosa c'è che io non so
perché tutto è finito come cenere in un piatto
e quei ragazzi che eravamo noi non ci sono più...

E scambiare due parole brevi
con la notte blu dei benzinai
io ti baciavo mentre tu piangevi
e adesso che io piango tu chi bacerai?...

Un caffè che drizza i capelli un pacchetto di fumo
e il vento rilegge il mio giornale
e domani uscire di nuovo
farmi una faccia allegra per il prossimo carnevale
un chiarore freddo come un rasoio
per un altro giorno che nasce e muoio muoio muoio...

Voglio andar via
i sogni cercano dove ma via
anche all'inferno ci sarà qualcuno
a farmi compagnia...
voglio andar via da te
che goccia a goccia hai spremuto il mio cuore
e dagli straccivendoli ricomprare
quel che resta del mio amore e andare via

Baglioni a me non è mai piaciuto, non l'ho mai ascoltato troppo. Ma questa sua canzone.... musica incalzante, testo arrabbiato... la ascolto da sempre. Quindi, come direbbe Corrado Guzzanti, ne posto il testo "per questo, quelo, e quel'altro motivo".

postato da: digin alle ore 18:15 | link | commenti
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...questo cuore sparpagliato...per il mondo se ne va. questo cuore disperato è delicato.
questo cuore sparpagliato è delicato e tutto qua....

myheavyhear
postato da: digin alle ore 16:09 | link | commenti (1)
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spidermanblue
Impettite nudità destabilizzano l'ordine di entrata dei sentimenti.
Allargano fessure e varchi, ne squarciano il rigore fasullo ed incollano, dirimpetto al cuore, metri quadri di tappezzeria di voluttà, quasi a casaccio, su vecchia carta da parati appesa con uno sputo di ubriaco sangue da bordello ad abbracci puritani.
Me ne sono presa cura, facendole scivolare, con la lentezza di un contagocce otturato, dentro le pieghe di me volutamente spalancate, lacrime e umori muti, riprovevoli lusinghe che non hanno mai davvero inizio né fine.
Di tagli e carne si nutrono, di sudore e pianto si dissetano, levigano dossi dentro notti incatramate, infilzano cunei sopra riverberi di fianchi in catene.
Impettite nudità ansimano, soffocano, scrostano l'intonaco all'entrata dei sentimenti.
Spogliano tensioni di vene e pallori mentre un laccio di cotone sutura fiochi lamenti, le ciglia intenerite di un volto imperfetto che è manto d'impudenza, grandine di pelle, ferita d'amore.
postato da: digin alle ore 15:56 | link | commenti
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Un semino

Bevo il silenzio in bicchieri gelati
il niente circondato
da nuvole gonfie d'amore
pensieri dolci per chi non c'è
e sale in gocce per chi rimane.
Una manciata di sabbia rosa
ruvida al tatto
e la realtà ritorna.
postato da: digin alle ore 15:49 | link | commenti
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Das Leben der Anderen [Le vite degli altri]

Das Leben
"La libertà dell'arte è un pericolo allorchè in un paese la classe culturale non fa tutt'uno con la classe politica e tra le due si aprono invece dei fossi di differenze più o meno profonde"
ALBERTO MORAVIA

Le parole non sono altro che voce di libertà quando tutto tace imbavagliato, sono i sussurri della lealtà e della dignità silenziosa, sono la muta mistificazione che salva la vita, oppure non sono niente, le parole non bastano, le parole non servono, la libertà, gli ideali, la lealtà, i ricordi, non hanno verbo, né occhi, né orecchie. Solo cuore.
Il film arriva come un pugno nello stomaco, come un atto di amore tradito.
Due cose rimangono impresse nel cuore unscendo dalla sala:
-una sigla: HGW XX/7
-e l'acquisto di un libro "per se stessi", nel quale poter rileggere il proprio riscatto etico.
La bellezza del film è tutta lì, in quella catartica e commovente sequenza finale; che riassume il senso e la portata di quello che da sempre considero il potere divinatorio della visione. E così come lo definirebbe, forse, anche Jean-Luis Comolli di cui sto leggendo "Vedere e Potere: "Il cinema, il documentario e l'innocenza perduta".
E potenzialmente racchiudibile nella seguente similitudine:
"Così come la visione degli atti della sua inchiesta è rivelatrice per Georg Dreyman delle amare verità sulla sua vita, così la visione di questo film è altrettanto rivelatrice, per noi spettatori, di tutto lo spettro di bontà e di cattiveria che allignava nella DDR negli anni della narrazione".


postato da: digin alle ore 09:27 | link | commenti
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