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giovedì, 28 giugno 2007

On Air: Vic Chesnutt

artostrich
postato da: digin alle ore 16:20 | link | commenti
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E ci sono sempre ragioni per emigrare, per chi non è costretto a letto...
postato da: digin alle ore 15:53 | link | commenti (3)
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Ci sono giornate che sono filosofie, che mi suggeriscono interpretazioni della vita, che sono appunti a margine, pieni di un' alta critica, nel libro del mio destino. Questa è una di quelle giornate, lo sento. Ho l'assurda impressione che con i miei occhi pesanti e col mio cervello assente si stiano tracciando, come con un lapis insensato, le lettere del commento profondo e inutile.
sollie
postato da: digin alle ore 15:51 | link | commenti
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Queen of Chinatown

wow

Dal mio villaggio io vedo quanto dalla terra si può vedere dell' universo.
Niente si sa, tutto si immagina...

postato da: digin alle ore 15:42 | link | commenti
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mercoledì, 27 giugno 2007

Gabriela Mistral

mistral


 

 

 

 

 

 

 

 

Dal loculo gelato in cui ti posero gli uomini
ti sotterrerò nella terra umile e soleggiata.
Gli uomini non sanno che devo morire in essa
e che dobbiamo sognare sopra lo stesso guanciale.

Ti coricherò nella terra soleggiata con una
dolcezza di madre per il figlio addormentato,

Poi spolvererò terra e polvere di rosa,
e nel azzurro e lieve polverone di luna
le spoglie leggere resteranno imprigionate.

Mi allontanerò cantando le mie vendette leggiadre,
perché in questa profondità recondita le mani di nessuna
scenderanno per disputarmi il tuo pugno di ossa!


Oggi forse pochi conoscono, fuori dal Cile, l’opera di Gabriela Mistral, ma la poetessa cilena fu il primo autore ispano-americano ad ottenere il Premio Nobel ed è rimasta l’unica donna sudamericana a vincerlo per la Letteratura. Gabriela Mistral (1889-1957), pseudonimo di Lucila Godoy y Alcayaga, nacque a Vicuña, in Cile il 7 aprile 1889. A 15 anni inizió a lavorare come maestra rurale alla scuola di La Compagnia, paesino prossimo alla Valle dell'Elqui. Ai 21 anni si trasferí come professoressa d'istituto prima alla città di Temuco, e poi Punta Arenas e Santiago, la capitale.

La sua vita e la sua poesia sono segnate da un avvenimento drammatico: il suicidio del suo primo e forse unico amore. Lei continuerà a cantare per tutta la vita «quel ragazzo dalla rosa rossa fra i capelli... che si allontana per l’eternità», soprattutto in Sonetos de la muerte (Sonetti della morte, 1914), a lui dedicati.

Scelse di firmare le sue poesie con uno pseudonimo, tratto dai nomi di due poeti che ammirava: il provenzale Federico Mistral (che aveva ricevuto il Nobel nel 1904), e l'italiano Gabriele D'Annunzio. A 33 anni pubblicò la sua prima raccolta di versi: " Desolacion " che, pubblicata a New York, la fece conoscere ai lettori americani, e successivamente la raccolta “Ternura” (Tenerezza, 1924). Nel 1938 pubblicò “Tala” (Distruzione), la raccolta della maturità espressiva. Nelle sue poesie, la Mistral ha sempre affiancato, alle tematiche dell’amore e dell’infanzia, un sentimento panamericano che la portò a cantare non soltanto i grandi spazi cileni, ma tutta l’America Latina. In “Tala”, il dualismo del suo mondo spirituale, fatto di dolore e di pietà, di forza e di grazie, si compone in un’armonia personalissima di dialogo con il divino (era terziaria dell’ordine dei francescani) e l’universo.

Nel 1946 Gabriela vinse il Premio Nobel, ed ebbe la carica di console del Cile, carica che esercitò in alcuni paesi d'America e d'Europa, tra cui l'Italia e precisamente Napoli. Molto famosa ed apprezzata da noi, negli anni '50, oggi è conosciuta quasi solamente dagli amanti della poesia o da coloro che studiano la letteratura ispanoamericana. Insegnò  letteratura spagnola negli Stati Uniti alla Colombia University, all’Università di Middlebury, e all'Università di Puerto Rico.

Nel 1957 si spense, di una malattia incurabile, a New York. Fu sepolta, secondo le sue volontà, nel paesino natio.

postato da: digin alle ore 08:07 | link | commenti
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martedì, 26 giugno 2007

Il peso del sentire! Il peso di dover sentire.

mmmm....
E finalmente mi quieto. Dissipazioni e ricordi svaniscono dalla mia anima come se non fossero mai esistiti. Resto sola e calma. Vivo questo momento come se fosse il momento di una conversazione religiosa. Eppure non c'è nulla che mi attragga verso il trascendente, anche se (quasi) nulla più mi lega all'immanente. Mi sento libera come se finissi di esistere conservandone la consapevolezza.
 
postato da: digin alle ore 20:40 | link | commenti
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lunedì, 25 giugno 2007

Scissor Girls

scissorgirlsC'è abbastanza metafisica nel non pensare a niente...
postato da: digin alle ore 16:56 | link | commenti
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Un jour comme un autre

ungiornocomeunaltro
postato da: digin alle ore 16:50 | link | commenti
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London, N1 6NU. HOXTON SQUARE BAR AND KITCHEN

scago matto
postato da: digin alle ore 16:48 | link | commenti
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mercoledì, 20 giugno 2007

Bernardo di Chartres [GigiolupoBrunino]

gigiolupoandbrunino


"siamo nani sulle spalle dei giganti"

postato da: digin alle ore 19:02 | link | commenti
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