
Partendo dal presupposto che non sempre le esperienze psicotiche agghiacciano e desertificano l'interiorità e l'immaginazione, e che anzi talvolta esse agiscono come scosse violente sulla vita emozionale, dando origine a sentimenti di inaudita intensità che si accompagnano ad un linguaggio di forte e inconsueta espressività e di stremata profondità, ciò che emerge è l'indicibile drammaticità della sofferenza illimitata connessa con queste esperienze che sconfinano nell'altrove.
Non la malattia, non la malinconia, o la schizofrenia come malattia, ma la sofferenza che scaturisce dal vissuto della malattia, dilata vertiginosamente le profondità degli abissi che si aprono nella conoscenza della propria soggettività e della propria esistenza ed è questa sofferenza che si trasforma in sensibilizzazione estetica e creativa.
Come ciò avvenga è avvolto nella fitta nebbia del mistero; per quali tortuosi sentieri, elementi di salute e di malattia si scambiano reciprocamente scardinando ogni concetto di netta separazione è, per il momento parte dell'insondabil; quel che è certo è che avviene, e il richiamo all'ultimo grande romanzo di Thomas Mann mi sembra di rara efficacia e di limpidissima evidenza .
Nel "Doctor Faustus", parabola abbagliante e straziante di una malattia...e di una esigenza divorata dalla creatività, lo scrittore tedesco dice: "Il genio è una forma di energia vitale profondamente esperta della malattia, una forma che dalla malattia attinge e per essa diventa creatrice".
Tanta chiarezza a me risulta abbacinante, e mi sento ulteriormente stupefatta quando leggo: "La malattia tanto più se è seria, scandalosa, discreta e segreta, stabilisce una certa antitesi critica al mondo, alla vita dozzinale, ispira sentimenti di ribellione e di ironia contro l'ordine borghese e spinge il suo uomo a cercare protezione nello spirito libero, nei libri, nel pensiero. E voglio dire che la malattia creatrice, la malattia che largisce genialità, che scavalca gli ostacoli e nell'ebbrezza temeraria balza di roccia in roccia, è mille volte più benvenuta nella vita di quanto non sia la salute che si trascina ciabattando".
Io trovo geniale questo pezzo di Thomas Mann.