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mercoledì, 28 novembre 2007

ALICE NELLE CITTA'

Alice





















La natura è matrigna.
Leopardi nel "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia" pensa che il giorno della nascita sia un giorno funesto poichè ci immette in una siutuazione negativa.
Io sono in grado di immaginare mondi impossibili..e questi hanno paradisi, inferni, giardini incantati. Ma anche mondi più vicini a quello reale ovvero che non sono reali ma non ne contraddicono le leggi di funzionameno.
Ora vivo sul  laghetto alle pendici della montagna circondato da rododendri e larici. Un mondo in cui ho una tenda lì e non devo distogliermi dalla bellezza di quel luogo.
Caratteristica umana è la capacità di generare mondi, creare cioè ciò che non è.
Risultato collaterare?  Non viviamo solo con la consaapevolezza di ciò che è intorno a noi.
Gli animali non hanno questo problema!
Quello che Leopardi sottolineava è l'inadeguatezza della natura come madre. Ha generato noi inadeguati alla vita.
Io non sono a mio agio perchè genero pensieri alternativi rispetto a quello che la natura ha disposto per me. Immagino la mia esistenza dove non è e produco in me le premesse per l'infelicità. Leopardi vedeva la natura matrigna non perchè malvagia. Mentre la matrigna di Cenerentola prova reale godimento nel far star male Cenerentola, la natura concepita da Leopardi non ci degna neanche di questo privilegio. Non è così motivata verso di noi. La natura che ci ha creati vien facile di farci soffrire, non perchè lo voglia, ma perchè di noi non si è assolutamente curata.
Noi siamo venuti fuori disadattati.  Abbiamo capacità desiderative enormi, ma risorse illimitate! La natura indifferente è Il vesuvio sterminatore che degli umani non si cura. Non è un crudele persecutore degli umani ma è ignaro dell'uomo.
La natura doveva dotarmi, se era oneasta, o di un'immaginazione minore in modo che riuscissi a immaginare solo ciò che era alla mia portata, o di poteri maggiori in modo da poter realizzare ciò che la mia straordinaria immaginazione mi fa concepire.
Ed io mi trovo abbarbicata sulle pendici dei miei mondi.
postato da: digin alle ore 18:47 | link | commenti
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domenica, 25 novembre 2007

Qualcosa di ardente e triste

36698"Ho trovato la definizione del Bello - del mio Bello. E' qualcosa di ardente e triste, qualcosa di un po' vago, che lascia spazio alle congetture [...] Una testa che fa fantasticare ad un tempo [...] di voluttà e tristezze; che implica un'idea di malinconia, di stanchezza, perfino di sazietà - come un'idea opposta, cioè un ardore, un desiderio di vivere, un'ito ad un'amarezza che rifluisce, come se venisse da delle privazioni o dalla disperazione. Anche il mistero, il rimpianto, sono caratteristiche del Bello [...]. Io non pretendo che la Gioia non possa associarsi alla Bellezza, ma dico che la Gioia è uno dei suoi ornamenti più volgari. Mentre la Malinconia ne è, per così dire l'illustre compagna, a questo punto non concepisco quasi [...] un tipo di Bellezza in cui non vi sia dell'Infelicità" (C. Baudelaire, Razzi)
postato da: digin alle ore 21:20 | link | commenti (1)
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Mauro Molle

mauro molleOra in esposizione a Roma.
Molle insegue Mondrian e Klee. In lui vedo anche un pò di Mirò.
Darai un'occhiata per me a questa mostra tra un aperitivo e un'intervista?

postato da: digin alle ore 16:23 | link | commenti (6)
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giovedì, 22 novembre 2007

Mark Rothko

markrothko.n12-1951
postato da: digin alle ore 21:12 | link | commenti (3)
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domenica, 18 novembre 2007

DIVANI&DIVANI

divano.
Sono convinta - ma forse è un pregiudizio da parte mia - che un divano rivela molto sul suo proprietario. Un divano costituisce un mondo compatto e inviolabile. Questa però è una cosa che possono capire soltanto le persone che sono cresciute sedendosi su buoni, comodi divani. Come si cresce leggendo buoni libri o ascoltando buona musica. Da divano comodo nasce divano comodo, da divano scomodo nasce divano scomodo. Così funzionano le cose.
postato da: digin alle ore 22:12 | link | commenti (3)
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venerdì, 16 novembre 2007

Blue

blueLa luna s'è appoggiata sul crinale di una menzogna.
E tutte le parole sono finite.

Adieu, mon coer.

postato da: digin alle ore 12:22 | link | commenti
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giovedì, 15 novembre 2007

MONDI PARALLELI

In questo momento, in cui ozio vicino al camino, guardo attraverso la finestra opaca, il vecchio traballante che percorre lentamente il marciapiede dall'altra parte della strada. E' attento all'inesistente. Non è ubriaco, è un sognatore...
postato da: digin alle ore 17:29 | link | commenti (1)
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David Lachapelle

gemelle.lachapelle
postato da: digin alle ore 17:25 | link | commenti
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Sciocchezze

dlachapelleSciocchezze, cose normali della vita, insignificanze della quotidianità e dell'insignificanza, polvere che sottolinea con un tratto sbiadito e grottesco la sordidezza della vita umana.

La civiltà consiste nel dare a qualcosa un nome che non è il suo, e poi sognare sul risultato...
postato da: digin alle ore 17:23 | link | commenti (2)
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Alzata di spalle

pietà.lachapelleUn breve scorcio di campagna, al di là del muro di periferia, mi libera più completamente di quanto un intero viaggio non libererebbe un'altra persona. Ogni punto di visuale è l'apice di una piramide rovesciata la cui base è indeterminabile.
postato da: digin alle ore 17:13 | link | commenti (1)
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